di Paola Giacosa, antiquariato Toscana

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Realizzazioni oggetti d'arte e mobili antichi. Foto gallery

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antiquariato mobili antichi credenza dettaglidettagli

Commissionata da un privato. Si presenta, e allarga sul tavolo un ventaglio di fotografie. "Siete in grado di rifare questa credenza?" Rispondiamo di sì. La cosa è certamente fattibile, in ogni modo, se fosse possibile vedere l'originale, il nostro lavoro sarebbe facilitato, osservando da vicino la materia e il tipo di legno da scegliere. Con un sorriso mesto, il signore ci spiega che il mobile è andato distrutto, bruciato nell'incendio del camioncino che lo traslocava, dalla sua casa in città, nella villa in campagna. "Un mobile di famiglia cui tenevo molto". Lo rassicuriamo. Anche così si può ottenere un buon risultato. Concordato il prezzo, e la data di consegna. Di tanto in tanto l'avremmo contattato per avere il suo "placet"durante lo svolgersi dell'opera. Il primo ostacolo: ritrovare le dimensioni del mobile da una fotografia. Un elemento ci è stato di aiuto: il pavimento in cotto tradizionale come si vedeva nelle fotografie, le mattonelle rettangolari, di quel genere hanno la dimensione, poi confermata dal nostro cliente, di 30 cm. x15. Con un po' di geometria e qualche proporzione aritmetica, si è facilmente arrivati a stabilire le dimensioni, pressocche esatte in: 210 cm. di lunghezza 98 l'altezza e 60 la profondità. Il tipo di legno si è potuto indovinare ingrandendo la fotografia della schiena. Doveva trattarsi di popolus alba, gattice dell'alta Toscana. Trovarne di sufficientemente datato era un problema. Ma siamo stati fortunati. A Firenzuola troviamo una, partita di assi dello spessore di 6 cm. che non sono belli a vedersi, ma di giusta stagionatura, e ben tarlati, Affinate a 30 mm., si presentano, quasi tutte in buono stato, compatte e sane. Disegni del progetto di costruzione, fotografie, misure, vengono comunicate al falegname, aggiungendo le raccomandazioni di rito:non usare colle viniliche, se per l'assemblaggio avete bisogno di fermare i componenti con una o più viti, fate pure, ma a collatura ferma, toglietele e sostituitele con chiodi forgiati a mano. Non utilizzate la "biro" per segnare margini, promemoria di misure, etc. Usate il carboncino, o una matita tenera. Le assicelle non devono superare i 30 cm. di larghezza. È fastidioso dover ripetere ogni volta queste raccomandazioni, ma la prassi dell'uso quotidiano dei materiali moderni, assuefanno a ripetere i gesti di ogni giorno, anche quando non si deve. Pignoleria? Crediamo di no. Provate ad immaginare, in una copia di mobile antico, quale impatto d'immagine sarebbe, scoprire, quà e là, viti a stella e chiodi sparati ad aria compressa e vedere nelle fessure tracce viniliche. Tutte le volte, il nostro falegname, un po' s'offende e un po' ci ride. Tant'è. Ma vogliamo essere certi, di poter consegnare al cliente un lavoro come gli era stato garantito e promesso. Per la costruzzione con mezzi meccanici e utilizzando i materiali d'oggi, per assemblarlo e consegnarlo, è sufficiente una settimana. Un lavoro esclusivamente manuale richiede dai 25 ai 30 giorni. Quando il fusto arriva in laboratorio, ci congratuliamo con il falegname. Veramente una costruzione ben fatta. Le imprecisioni, caratteristiche dei mobili d'epoca, evidenziano il lavoro del pialletto a mano e delle sgorbie. Adesso tocca a noi. Le stuccature si effettuano con impasto di polvere di legno e colla da falegname tenera. Un'operazione che va ripetuta più di una volta, per riempire il tarlo strappato e le fessurazioni troppo accentuate. Carteggiati gli stucchi, si spolvera. L'ammannitura di mestica precede quella dei gessi, miscelati al 50% quello a legno, 50% quello di Bologna(gesso a oro) con colla di coniglio per legante. La carteggiatura delle superfici ammannite non diverte. Un fastidio!La polvere si posa in ogni angolo della bottega. L'aspiratutto, in poco tempo, ce ne libera. Le superfici levigate vanno stabilizzate con acqua collata. Il lavoro, a questo punto acquista interesse e diverte. Poco alla volta, giorno dopo giorno, nasce l'abito che vestirà la credenza. S'incomincia dal bolo di un rosso acceso. Sul becco di civetta sulla cornice a dentelli e le altre dove verrà posata, a guazzo, la foglia d'argento, base della " mecca". Questa tecnica, d'imitazione della doratura, si ottiene, stendendo sull'argento brunito a pietra, una lacca colorita. La"mecca", usata per risparmiare oro in tempi in tempi di magra. Era, però, anche scelta estetica, o di conservazione, essendo più resistente all'usura. IL seguito è tutto pennello. Sul colore di base la mano di Paola decora. Lei è nata con questa dote. Sul piano la grande conchiglia aperta a mostrare la perla che custodisce. Foglie d'acanto, frutta e bacche tutt'intorno, riempiono gli spazi fino al margine. Non è un semplice dipinto, è un accostamento di finti marmi, ad imitare un encausto di pietre dure. La decorazione sulle fiancate ripete, con diversa lettura, la frutta, le bacche e le foglie del piano. La facciata, pur seguendo la tecnica dei finti marmi e mantenendo in alcune figure i riferimenti del piano e delle fiancate, si discosta da queste per lo stemma sugli sportelli raffiguranti le armi del casato. Un Ghepardo rampante incorniciato da arabeschi di pietre dure. Sulle lesene riquadrate da una doppia filettatura, centrata al mezzo, una conchiglia a farfalla. Tutti gli elementi decorativi di questa credenza stanno a dare rilievo di ricchezza e potenza al casato.

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Credenza veneta sfiancata ad esse 4 sportelli e quattro cassetti copia d'un originale della metà del XVIII secolo. Alla fine del XVII secolo, la moda, che, con l'avvento del rococò, volge verso una veduta meno austera e meno pesante dello stile barocco tradizionale, porta la decorazione sui mobili fuori da singoli episodi, e diventa consuetudine sempre più frequente. Là dove si interveniva, per dare rilievo, con l'innesto di cornici, intagli e bugne, artisti e artigiani laccano e dipingono i legni. L'Italia, che già aveva una tradizione in Toscana e nell'area umbro marchigiana, si converte alla moda. D apprima, sotto l'influenza francese, Liguria, Lombardia e Piemonte. Poi via via tutte le altre regioni. Nelle Venezie dilaga letteralmente, addirittura l'arte decorativa prende spunti nell'oriente lontano. Questo furore porta capolavori, ma anche eccessi. Alcuni decori caricano troppo i mobili, fino a farli apparire un semplice supporto ai dipinti. Non è certo il caso di questa credenza. Già elegante nelle linee mosse, è sorretta da una decorazione raffinata che la veste, senza annullara. Da alcuni attribuita alla scuola dei Guardi, è un intreccio su nastro, color ocra, di foglie di quercia e bacche di colore blu e giallo. La decorazione sul piano è formata da un motivo di linee arcuate che si inseguono Di gusto, per l'epoca, fuori dell'ordinaerio. Un estro, certamente, ma senza forzare alcuna armonia. All'interno degli sportelli le stesse linee arquate sono disposte a cerchio, come se volessero rappresentare un simbolo esoterico. Il colore di fondo è celeste, uno dei colori preferiti per le laccature a Venezia. La doratura è su bolo vermiglio per dare più incisivi riflessi alla preziosità del metallo. La costruzione degli sportelli laterali è a doghe verticali. Il legno, d'abete per la base il piano e tutta la fascia anteriore. mentre per le parti 'interne e la schiena la scelta è stata per il pioppo. Le dimensioni sono. in lunghezza 190 cm. 100 in altezza 57 la profondità.

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Di probabile origine faentina. Le decorazioni a colori vivaci e la finitura conservativa con lacca trasparente, ricordano le ceramiche di Faenza. La struttura massiccia, il riquadro di cornice sugli sportelli e i cassetti di altezza ridotta la collocano a cavallo del XVII-XVIII secolo in una casa padronale di campagna. Le dimensioni di qesto mobile escono dal consueto, la lunghezza è 240 cm. altezza 110 e la profondità 70. L'interno è a volume unico, senza un piano d'appoggio. Adatto a contenere oggetti ingombranti.

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Mobile adibito come ripostiglio di paramenti sacri e delle tovaglie d'altare. Attualmente fà pate di una collezione privata di arredi ed oggetti ecclesiali. La copia. ci è stata richiesta per essere inserita nella sacrestia di una cappella sconsacrata, ma ancora molto bella ricca com'è, di affreschi e di stucchi dorati. Il proprietario in questo ambiente raccolto, dipinge per proprio gusto, i paesaggi della campagna circostante, e scene contadine. Le armi dipinte sugli sportelli non sono le medesime dell'originale, perchè la famiglia del casato di quel cardinale, ancora esiste. Quelle che vedete sono di uno sconosciuto prelato, copiate da un messale, rilegato in marocchino, lavorato a bulino con oro zecchino. La data di stampa il 1613. Dal retro si accede a due vani segreti, uno a destra e uno a sinistra, perfettamente dissimulati nella struttura.

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Struttura lignea autentica di una credenza toscana del XVII sec. La decorazione è una libera interpretazione tratta da quelle esistenti su un armadio a due ante fiorentino di epoca contigua. Recuperata da un nostro cliente in uno dei tanti mercatini di cose vecchie. Gli piacque la struttura, non certo l'aspetto esteriore, un multistrato di verniciature a smalto piu o meno recenti. Smaliziato acquirente, capì subito di trovarsi di fronte a un mobile antico. La costruzione, le assicelle della schiena, l'interno e la base, lo convinsero all'acquisto. Data da sverniciare a un conoscente rimase deluso, perchè sotto non c'era niente. Qua e là poche tracce di mestica e nient'altro. Richiestoci un parere, andammo a vederla. Bella era bella. Elegante nelle linee, ben proporzionata. Cosa le fosse successo per essere ridotta a nudo, non fu difficile intuirlo. Il piano un poco imbarcato nonostante la chiodatura. Gli angoli sul pedano scollati. I depositi di fango secco nelle fessurazioni del legno, ne facevano una vittima dell'alluvione, che coprì, d'acqua e fango Firenze. In quei drammatici giorni migliaia di oggetti piccoli e grandi vennero strappati dalle case e dai negozi. Le laccature e gessi si sono disciolti nell'acqua. Non era possibile sapere cosa ci fosse su quei legni. Quindi, ragionando con il cliente, si decise di scegliere una decorazione adeguata e ridipingerlo. Ci voleva qualcosa che cadesse bene nell'epoca. Un armadio a quattro ante, fiorentino del 1600, fornì lo spunto. Invecchiato ad arte, ha recuperato la dignità perduta

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È una copia anche questa libreria. Costruita in doppio corpo. IL legno, recuperato dallo smantellamento di un casale in montagna, è Cembro. I capitelli, le cornici, le rosette e i rosoni degli sportelli sono d'intaglio a mano e dorati a guazzo con la consueta foglia d'oro di spessore 14. Laccatura bianca. I piani per i libri, e il mediano, sono in noce patinato a legno. Le serrature e i ferri sono opera del nostro fabbro, rigorosamente copiati dai modelli antichi. Tutti i segni del vissuto sono stati riprodotti fedelmente, dalle ustioni delle candele alle maccie di inchiostro. Senza trascurare le tracce lasciate dai fumi e dalle polveri intorno ai libri. Piccole fratture sul legno, il tarlo naturalmente ben distribuito, maculature d'umidità sul piede a mensola consumato e segnato daglii urti. Di questa libreria andiamo fieri, potrebbe dimorare senza vergogna in qualsiasi galleria antiquaria.

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I tavoli a muro o consolles, sono sempre presenti negli arredi delle case fin dai tempi antichi. Una scelta dovuta alla versatilità del loro impiego. Disegnate facendo riferimento a un tavolo marmoreo, visto in effige, su un affresco romano del terzo secolo A.C. costruite in legno di ulivo, il piano laccato in finto marmo "giallo di Siena", il becco di civetta dorato. Le traverse, il fusto delle gambe e la fascia sotto il piano sono in finto marmo verde. Gli intagli a foglia d'Acanto raccolti a calice e i cerchi in rilievo, dorati come le scanalature e la cornice mediana. Affiancate, formano un tavolo ottagonale irregolare.

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Grande tavolo da cerimonia lunghezza 420 cm, altezza 75 cm, larghezza 110 cm. Il piano dello spessore di 7 cm. è un finto commesso di pietre dure, ossia di onice nero con inserti di onice opalino e marmi bianchi. La cornice a dentelli unghiata è tipica del XVI secolo. A sorreggere la struttura due robusti piedi a coppa che si inseriscono ad incastro nel pianale e una grande traversa, che li ferma in basso. Tutti gli intagli, riccamente distribuiti, sono dorati. Un cartiglio bianco inquadra lo stemma mediceo;6 palle rosse in campo oro. Le linee scure che corrono sulla traversa e che sono presenti anche sulla faccia esterna dei piedi sono in argento fortemente ossidato. Questo tavolo ha fatto la sua bella figura fra gli arredi allestiti nel salone di una grande villa greca per un celebre matrimonio.

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Tavolo da centro sala quadrangolare piano in finta scagliola 110x110 alt.105. I colori vivaci sono tipici delle scagliole cinquecenteshe. Il secolo che segue la scoperta delle Americhe, porta nuovi elementi all'arte decorativa. Fiori ed animali, prima sconosciuti, suscitano curiosità in un mondo, che non immaginava, di trovare un nuovo continente, tanto differente dal proprio. Gli uccelli, qui raffigurati, ne sono una testimonianza. Anche i cromatismi cambiano. L'arrivo di nuove materie cristalline, di manufatti concepiti diversamente aprono, agli artisti, nuovi orizzonti. La finta scagliola, che decora questo tavolo, è tratta dall'esempio d'una vera, ancora oggi esistente. Le gambe del tavolo sono dipinte a finto legno. Le dorature in oro zecchino in omaggio alla tradizione.

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Gli oggetti di piccola e media dimensione, potrebbero far pensare, che vengano prodotti in pił esemplari, e qualora ci vengano richiesti, se ne prende uno dal mucchio e via. Niente di più errato. Anche i lavori di minor impatto sono pezzi unici. Come questo vassoio in "papier machè" dalle dimensioni inconsuete con una decorazione in oro e colori verniciato con gomma lacca naturale con il metodo cinese. Gli oggetti di piccola e media dimensione, potrebbero far pensare, che vengano prodotti in più esemplari, e qualora ci vengano richiesti, se ne prende uno dal mucchio e via. Niente di più errato. Anche i lavori di minor impatto sono pezzi unici. Come questo vassoio in "papier machè" dalle dimensioni inconsuete con una decorazine in oro e colori verniciato con gomma lacca naturale con il metodo cinese.

Le realizzazioni del l'antiantiquario di boiserie e arredi inseriti nelle medesime non possono essere fornite di immagini per rispetto al cliente. Tutti gli oggetti qui illustrati non dimorano in italia. Questi, non possono essere elencati, per le stesse ragioni dichiarate sopra.